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Attenzione…

Disegnare i mandala dà dipendenza… non riuscirete più a smettere!

Secondo Carl Gustav Jung (che ha trascorso vent’anni della sua vita a studiare i mandala),“durante i periodi di tensione psichica, figure mandaliche possono apparire spontaneamente nei sogni per portare o indicare la possibilità di un ordine interiore. Il simbolo del mandala, quindi, non è solo un’affascinante forma espressiva ma, agendo a ritroso, esercita anche un’azione sull’autore del disegno perché in questo simbolo si nasconde un effetto molto antico: l’immagine ha lo scopo di tracciare un magico solco intorno al centro, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la “dispersione” e tiene lontane le preoccupazioni provocate dall’esterno. Ma c’è di più: oltre ad operare al fine di restaurare un ordinamento precedentemente in vigore, un mandala persegue anche la finalità creativa di dare espressione e forma a qualche cosa che tuttora non esiste, a qualcosa di nuovo e di unico“.

Quando si disegna, si perde la concezione del tempo, ci si chiude in una specie di mondo ovattato in cui ogni distrazione, preoccupazione, resta fuori.

"La creatività è intelligenza che si diverte."

- Albert Einstein -

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